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Movimenti pronti alla mobilitazione nazionale. Si firma per chiedere le dimissioni di tutti i politici

di Antonello Cantonetti

lunedì 18 novembre 2013


Dal 9 dicembre verranno avviati dei presidi permanenti su tutto il territorio nazionale il cui scopo è quello di chiedere le dimissioni dell'attuale classe politica, Presidente della Repubblica compreso. Non è una pacchiana esagerazione che ci spinge a questo, ma l'aver capito che Governo, partiti, sindacati ed altre istituzioni lavorano insieme contro il popolo che dovrebbero rappresentare e proteggere, per conto delle oligarchie finanziarie che in Italia, come in tutta Europa, dettano legge portando i popoli alla miseria.

La Grecia è il segnale d'allarme di quello che nel giro di poco tempo ci aspetta, come la Spagna ed a seguire tutti gli altri stati. La nostra Costituzione viene disattesa proprio da chi ne dovrebbe essere garante. Non siamo una organizzazione politica, né di categoria. Siamo il popolo oltraggiato, quello che produce, ma quello che non produce perché lo Stato lo ha messo in tale condizione.

Siamo il popolo dei precari, dei senza futuro, di quelli che sperano in un qualcosa di meglio per le generazioni future. Siamo quelli che credono nella forza delle idee, a prescindere se queste possano essere espressione di una presunta "destra" o "sinistra"; al popolo che lavora non servono le etichette ma serve che i problemi siano risolti da gente onesta. Chiediamo la collaborazione di tutti per questa iniziativa che potrebbe avere una portata storica, di tutti perché riguarda il futuro di tutti. Abbiamo provato con inutili votazioni ad eleggere una classe dirigente, senza risultati.

Ora è nostro diritto che la stessa si dimetta vista l'incapacità e la malafede con la quale lavorano. Tutti possono contribuire affluendo ai presidi, dandosi il cambio, informandosi. Fermare l'economia della Nazione non è controproducente, perché comunque nel giro di pochi mesi arriveremmo comunque alla fame; è uno stimolo per tutti a riflettere, anche per chi egoisticamente tira a campare per il proprio orticello. Presto non avrete più neanche quello di orticello.

Per tutti coloro che imprecano per eventuali disagi che tale manifestazione potrebbe arrecare, è opportuno ricordare che si trovano davanti ad una iniziativa popolare, apartitica, di tutte le categorie di lavoro, perché oggi tutti soffrono questa crisi. Non si tratta di una lotta di categoria o di classe, ma di una lotta per la sopravvivenza di un popolo vessato, umiliato, raggirato per decenni da corrotti e buffoni.

Cosa vogliamo? Che l'attuale classe politica, Presidente della Repubblica compreso, si dimettano ed abbandonino le posizioni. Da quel momento vi sarà un periodo transitorio in cui lo Stato sarà guidato da una commissione retta dalle Forze dell'ordine trascorso il quale si procederà a nuove votazioni. Durante questo periodo di transizione verranno prese le seguenti misure di urgenza: ristampa della lira, rescissione di tutti i trattati che ci vincolano con l'Europa delle banche. Indietro non si torna!